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Parco archeologico di Sentinum
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Il mwewparco archeologico di Sentinum racchiude al suo interno le rovine dell'antica città romana di mwfaSentinum. mwfqMunicipio romano ascritto alla mwfgtribù Lemonia, viene citata dalle fonti antiche per la vittoria dei Romani sui mwfwGalli, mwgaEtruschi e mwgqSanniti nel 295 a. C. (mwggPolibio., ii, 19, 6; mwgwLivio., x, 17 e 30; mwhaFrontino, Strat., i, 8, 3). È ricordata come città dell'mwhqUmbria dagli storici antichi (mwhgStrabone, v, 2, 10; mwhwPtolem., iii, I, 46; mwiaPlinio, Nat. hist., iii, 114) è poi citata anche per un secondo fatto storico notevole: nel mwiqbellum Perusinum, Sentinum che parteggiava per mwigMarco Antonio, fu presa e distrutta dal luogotenente di mwiwOttaviano, mwjaSalvidieno Rufo (mwjqCassio Dione, xlviii, 13, 2-5; mwjgAppiano, Bel. civ., v, 30).cite-ref-1[1] Il sito archeologico si trova alle porte dell'odierna città di mwkwSassoferrato (mwlaAN) e si divide in due aree (località Santa Lucia e località Civita) collegate tra loro.

Contents

Storia
Note

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Territorio

In epoca preromana il territorio corrispondeva ad una zona di contatto tra popolazione diverse: mwmaUmbri ed mwmqEtruschi a ovest, mwmgGalli a Nord ed est, mwmwPiceni ancora a est e verso sud, la cui presenza è attestata dai siti archeologici limitrofi, come gli mwnainsediamenti gallici di mwnqCivitalba e mwngMontefortino d’Arcevia e quelli piceni di mwnwFabriano e mwoaMatelica. Si tratta, quindi, di un territorio centrale, probabilmente interessato da una sovrapposizione di culture, le cui caratteristiche restano tutt’ora da chiarire. La città che noi oggi conosciamo risale all’ epoca romana. Non vi sono prove, attualmente, per stabilire se questo sia il primo insediamento nella zona o se ancor prima dell’epoca romana vi fosse un abitato nella zona interessata dalla città.cite-ref-2[2] Sentinum sorge su un altopiano di formazione alluvionale, alla confluenza del torrente mwpqSentino con il mwpgMarena, a poca distanza dalla mwpwvia Flaminia e collegata a questa da una viabilità di raccordo, che passando per la vicina città di mwqaSuasa giungeva a mwqqSena Gallica.cite-ref-3[3]

Storia

Nei pressi di mwsaSentinum, nel mwsq295 a.C., ebbe luogo la celebre mwsgbattaglia delle Nazioni che vide la decisiva vittoria dei Romani contro gli eserciti dei mwswGalli mwtaSenoni e dei mwtqSanniti.

L’esistenza di un insediamento preromano e il popolamento del territorio sentinate, che Polibio e Livio menzionano, con Umbri, Piceni e Galli Senoni, attualmente non è confermato archeologicamente; nessuna indagine di scavo è stata in grado di rivelare tracce di un abitato preromano, al di sotto delle strutture urbane di epoca romana. La città che noi oggi conosciamo come Sentinum fu una mwtwcittà di fondazione, sorta su di un terreno vergine che sembra non recare tracce di insediamenti preesistenti. Il luogo, però, doveva possedere caratteristiche particolari sin da epoca assai remota e, per certo, prima della battaglia del 295 a.C., dal momento che Sentinum sorse allo sbocco di una viabilità interna, con tutta probabilità antichissima, che attraversa la valle camerte e di qui si dirama verso la costa.cite-ref-4[4] Si potrebbe valutare per la città un percorso di formazione simile a quello ipotizzato per mwvaSuasa e mwvqOstra, che nascono probabilmente a seguito della "Lex Flaminia de agro Gallico et Piceno viritim dividundo" nel mwvg232 a.C., forse inizialmente come prefetture in appoggio a Sena Gallica, e che successivamente vissero con diverso statuto di municipi dopo la mwvwguerra sociale nel mwwa90 a.C.

La città verrà poi coinvolta anche nello scontro tra mwwgMarco Antonio ed mwwwOttaviano che sfociò nella mwxaguerra di Perugia (mwxq41 a.C.);cite-ref-5[5] le popolazioni dell'Italia Centrale dovettero schierarsi a favore dell'uno o dell'altro e poiché a mwygSentinum vivevano ex veterani di mwywMarco Antonio la città si schierò a suo favore. Le truppe di mwzaOttaviano entrarono in città dandola alle fiamme; la ricostruzione e la conseguente monumentalizzazione del centro avvenne verosimilmente in mwzqetà augustea. La città verrà ricostruita ed ampliata godendo di benessere economico per alcuni secoli.

L'ultima datazione che si ha della città attraverso iscrizioni è del mwzw343 d.C. dopodiché non vi è più alcuna menzione di mwaaSentinum, che verrà abbandonata, un paio di secoli dopo, dagli abitanti decimati dalla fame e dalla peste ed incapaci di difenderla dalle irruzioni nemiche, specialmente dai mwaqLongobardi. La popolazione si sposterà in alture limitrofe dove, intorno all'anno 1000, sorgerà il mwagCastrum mwawSaxum Ferratum.

Epoca contemporanea

Nel 2005 nel corso della mwbgXIV legislatura della Repubblica Italiana venne presentato un mwbwdisegno di legge (n. 3412 del 10 maggio 2005) da parte del senatore mwcaLuciano Magnalbò per l'istituzione del "Parco archeologico, storico e culturale di mwcqSentinum, mwcgSuasa e mwcwOstra".cite-ref-6[6]

Parco archeologico di Sentinum

Nel 1994 con la legge regionale n. 16 è stato istituito il Parco archeologico di Sentinum. Il parco archeologico è diviso in due aree, località Civita e località Santa Lucia. In località Civita sono ancora visibili i resti delle mwgwterme urbane, tratti di due strade basolate minori (mwhacardine e mwhqdecumano) e di una bottega per la fusione dei metalli. In località Santa Lucia è visibile una monumentale costruzione identificata come terme extraurbane.

Impianto urbano

I resti attualmente visibili della città romana di Sentinum costituiscono solo una modesta porzione dell’antica estensione urbana. Sono stati individuati tratti della cinta muraria e il tracciato viario urbano, impostato su un sistema ortogonale orientato secondo l’asse nord-sud.cite-ref-7[7] Il cardo era tracciato con direzione nord-sud, mentre il decumanus seguiva la direzione est-ovest e, dal loro incrociarsi, i Romani definivano l’orientamento della città secondo un perfetto reticolato di strade che ne organizzava l'assetto urbanistico. Le strade rinvenute a Sentinum, servite da una consistente rete fognaria, sono lastricate con basoli bianchi, larghi blocchi di calcare spessi alcuni decimetri, e delimitate da marciapiedi.

Area del Foro ed area urbana

Delle strutture edilizie è visibile un complesso termale, identificato come terme urbane, che conserva una piscina, il calidarium, cioè la sala riscaldata destinata al bagno caldo, e il frigidarium, la sala con la vasca per il bagno freddo. Si conserva inoltre una grande aula absidata, chiusa da un lato a semicerchio, decorata da pavimento in marmi policromi. Gli scavi hanno permesso di identificare anche due ambienti adibiti a fonderia per la lavorazione di statue di bronzo attivi tra il I secolo a.C. e il III secolo d.C., resti di quella che molto probabilmente poteva essere una fornace per la lavorazione del vetro e numerose abitazioni nell'area detta "insula del pozzo".cite-ref-archeologiamarche-it-8-0[8]

Terme extraurbane

Appena fuori dalle mura di Sentinum, in località Santa Lucia, si trova un vasto complesso caratterizzato dalla presenza di ambienti termali. L'edificio si affaccia su un ampio cortile decorato da un pavimento a mosaico e delimitato da colonne in mwlabreccia rossa di Verona, una particolare pietra le cui cave si trovano nella Valle Paterna e in mwlqValpolicella. Questa struttura, di difficile identificazione, in passato era stata interpretata come una grande villa suburbana, mentre ora pare probabile si tratti di un complesso legato alla viabilità e destinato all’ accoglienza dei viaggiatori.cite-ref-archeologiamarche-it-8-1[8]

Scavi archeologici

Sin dall'alto medioevo le rovine di mwoqSentinum furono utilizzate nella costruzione di mwogSassoferrato e delle zone limitrofe. La città diventerà oggetto di interesse da parte di due studiosi dell'mwowUmanesimo: mwpaCiriaco d'Ancona, che fu il primo a interessarsi alle antichità locali ed a riscoprire il sito trascrivendone anche alcune epigrafi,cite-ref-9[9] e mwqqFlavio Biondo. Dopo di loro nessuno se ne interesserà per alcuni secoli. Tuttavia scoperte e recuperi di materiali a seguito di indagini occasionali si susseguirono fino alla fine dell’Ottocento.

Sarà con l'apertura della mwqwlinea ferroviaria Fabriano-Urbino che si tornerà a parlare di mwraSentinum ed inizieranno delle vere e proprie ricerche; il percorso infatti tagliava in due la città. Durante i lavori vennero effettuati numerosi rinvenimenti per questo si resero necessarie delle campagne di scavo condotte, nel 1890 e nel 1891, da mwrqEdoardo Brizio con la collaborazione di Raniero Mengarelli. Si riuscirà così a definire l'andamento della cinta muraria e vennero individuati i resti di edifici e di strade (tra cui il mwrgcardine massimo ed mwrwil decumano massimo e altri cardini e decumani minori).

Fino alla metà del 1900 non ci furono altre indagini, anche se non mancarono importanti rinvenimenti effettuati fortuitamente negli anni '20, come lo splendido mosaico con "Mostri marini" (14 x 9,80 m) e il mosaico con il "mwsqRatto di Europa" conservato al Museo civico archeologico di mwsgSassoferrato.

Le campagne di scavo ripresero nel 1954 fino al 1960, condotte da Laura Fabbrini, in cui si continuò ad indagare il tracciato viario della città oltre che alcuni degli edifici come le mwtaTerme Urbane, la fonderia ed il complesso extra-urbano di Santa Lucia. In questa occasione le ricerche toccarono anche la mwtqmwtgdomus dell'"insula del pozzo" da cui proviene il famoso mosaico raffigurante il dio Aion (5,34 x 4,94 m) oggi conservato presso la mwtwGliptoteca (Monaco di Baviera) ed un edificio, probabilmente difensivo, nell'angolo Nord-Ovest delle mura.

Una successiva indagine verrà condotta da Luisa Brecciarioli Taborelli nel 1974 in cui si proseguì lo studio delle mwuqterme urbane e del complesso extra-urbano di Santa Lucia. Di quest'ultimo si chiarirà la natura, termale con anche funzione di accoglienza, solo grazie agli studi condotti in quell'area da Mara Silvestrini tra la fine del 1900 e gli inizi del 2000.

L'ultimo programma di ricerche è stato portato avanti dall'mwuwUniversità degli studi di Genova e dall'mwvaUniversità degli studi di Urbino "Carlo Bo" tra il 2002 ed il 2007 ed ha interessato due aree, una ad ovest e una ad est della ferrovia, portando alla luce alcuni edifici pubblici. Nel frattempo sono state condotte alcune campagne di mwvqprospezioni magnetometriche per definire l'assetto urbanistico che hanno permesso di redigere una nuova planimetria della città oltre che individuare il mwvgforo cittadino.

Arte da Sentinum

• mwyqCammeo di Boston, oggi conservato presso il mwywMuseum of Fine Arts di mwzaBoston.cite-ref-10[10]cite-ref-11[11]
• La mw1gstatua equestre della collezione Weiller, ubicazione sconosciuta.cite-ref-12[12]
• Mosaico raffigurante il dio mw3aAion (5,34 x 4,94 m) conservato presso la mw3qGlyptothek a mw3gMonaco di Baviera.

Museo civico archeologico di Sassoferrato

Il Museo civico archeologico di Sassoferrato è allestito all’ interno dell'antico Palazzo dei Priori, un edificio del XIV sec. Progettato fin dal 1926, il Museo fu poi completato solamente nel 1932 grazie agli sforzi del prof. Guido Vitaletti (1886-1936), il quale, con grande impegno e generosità, riunì per la prima volta in una struttura adeguata i reperti provenienti dall'antica città di Sentinum e donò alla cittadinanza quelli della sua collezione privata.cite-ref-13[13]

Al piano terra vi è il plastico ricostruttivo del “La Battaglia delle Nazioni” svoltasi nel 295 a. C., al termine della mw6wterza guerra sannitica. Le sale principali del Museo sono connotate dalla presenza di pavimenti a mosaico e l’allestimento riproduce idealmente l’ingombro dei muri delle stanze in cui si trovavano in origine. Nella sala delle sculture sono esposte teste e dorsi di statue di marmo oltre che grandi epigrafi. Le collezioni si trovano nelle sale del primo piano dove vi è l'esposizione tematica dei reperti. Nella sala successiva si trova il mosaico pavimentale raffigurante il ratto di Europa, oltre che numerosi elementi architettonici e una sezione dedicata alla sfera funeraria. Una vetrina raccoglie i reperti che documentano l’esistenza a Sentinum di una bottega di bronzista. Uno dei frammenti rinvenuti è riconducibile al gruppo scultoreo dei mw7aBronzi dorati da Cartoceto di Pergola.cite-ref-14[14]

Nella sala dell'Aiòn il pavimento è una riproduzione a grandezza naturale del mosaico rinvenuto in una domus della città nell'Ottocento e ora conservato nella Gliptoteca di Monaco di Baviera. Nelle vetrine sono esposti gli oggetti di uso comune, che mostrano i diversi aspetti della vita quotidiana: la mensa, la religione, le arti e i mestieri, la donna e le sue attività. Nell'ultima sala è esposto un frammento del grande mosaico pavimentale con mostri marini, in precedenza conservato al mw8gMuseo Archeologico Nazionale di Ancona. I pezzi di decorazione architettonica, disposti attorno al mosaico, sono le testimonianza dell’ultima fase di vita della città antica.cite-ref-15[15]

Note

cite-note-11. mw-qmw-gmw-wSENTINO di G. V. Gentili - Enciclopedia dell'Arte Antica (1966), su mwaqatreccani.it, mwaqehttps://www.treccani.it, 1966. mwaqiURL consultato il 29 ottobre 2023.
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cite-note-44. mwargValentina Casella, Maria Federica Petraccia, mwarkEVOLUZIONE DI UNA REALTÀ URBANA NELL’ITALIA CENTRALE:SENTINUM, in Fulvia Mainardis (a cura di), mwaroAntichità Altoadriatiche, ‘VOCE CONCORDI’SCRITTI PER CLAUDIO ZACCARIA, LXXXV, 2016, p.mwars 128.
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cite-note-99. mwaugmwaukmwauoArea Archeologica di Sentinum - Comune di Sassoferrato, su mwauscomune.sassoferrato.an.it, mwauwhttps://www.comune.sassoferrato.an.it. mwau0URL consultato il 29 ottobre 2023.
cite-note-1010. mwavemwavimwavmIl mistero del cammeo Gioiello conteso per secoli Dalle mani dei Medici a quelle di Rubens e dei re di Francia. Una storia intrigante, su mwavqilrestodelcarlino.it, mwavuhttps://www.ilrestodelcarlino.it. mwavyURL consultato il 29 ottobre 2023.
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cite-note-1212. mwawmJean Marcadé, mwawqmwawuCheval antique en marbre de la collection Paul-Louis Weiller, in mwawyBulletin de Correspondance Hellénique, 1976, pp.mwawc 379, 380. mwawgURL consultato il 29 ottobre 2023.
cite-note-1313. mwawwmwaw0mwaw4Museo Civico Archeologico Sassoferrato, viaggio in una storia senza tempo., su mwaw8sassoferratoturismo.it, mwaxahttps://www.sassoferratoturismo.it. mwaxeURL consultato il 10 novembre 2023.
cite-note-1414. mwaxumwaxymwaxcMuseo Civico Archeologico di Sassoferrato., su mwaxgbeniculturali.it, mwaxkhttps://www.beniculturali.it. mwaxoURL consultato il 10 novembre 2023.
cite-note-1515. mwax4mwax8mwayaMuseo Civico Archeologico, su mwayesassoferratocultura.it, mwayihttps://www.sassoferratocultura.it. mwaymURL consultato il 10 novembre 2023.

Bibliografia

Fonti antiche

• citerefpolibio(GRC) Polibio, Storie, Liber ii, 19, 6.
• citereflivio(LA) Livio, Ab Urbe condita libri, Liber x, 17 e 30.
• citerefsesto-giulio-frontino(LA) Sesto Giulio Frontino, Strategemata, Liber i, 8, 3.
• citerefplinio-il-vecchio(LA) Plinio il vecchio, Naturalis Historia, Liber III, 114., mway8Naturalis Historia, mwazaLiber III, mwaze114 (link al testo latino originale su la.wikisource)

Bibliografia moderna

• mwazuMario Luni (a cura di), Archeologia nelle Marche. Dalla preistoria all'età tardoantica., Iolo, Prato, Nardini Editore, 2004, ISBN 88-404-1175-5.
• mwazcMaura Medri (a cura di), Sentinum 1: ricerche in corso, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2008, ISBN 978-88-8265-466-5.
• mwazkMaura Medri (a cura di), Sentinum 295 a.C., Sassoferrato 2006: 2300 anni dopo la battaglia: una città romana tra storia e archeologia: convegno internazionale, Sassoferrato 21-23 settembre 2006, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2008, ISBN 978-88-9131-434-5.
• mwazsMaria Federica Petraccia, Sentinum municipio dell'Italia romana., su academia.edu, 2010. URL consultato il 24 ottobre 2023.
• mwaz0Marina Lo Blundo, Da Sentinum a Sassoferrato. Vita e morte di un’area sacra (PDF), su arcadia.sba.uniroma3.it, Università degli Studi di Roma Tre Tesi di Dottorato in Storia e Conservazione dell’Oggetto d’Arte e d’Architettura, 2014. URL consultato il 29 ottobre 2023.
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• mwaaeValentina Casella, Maria Federica Petraccia, Evoluzione di una realtà urbana: Sentinum., su academia.edu, CENTRO DI ANTICHITÀ ALTOADRIATICHE CASA BERTOLI - AQVILEIA - Antichità Altoadriatiche Vol.LXXXV, 2016. URL consultato il 24 ottobre 2023.
• mwaamEnzo Catani, Mara Silvestrini (a cura di), Atti della Giornata di studio sul mosaico sentinate di Aiòn ed il nastro di Möbius (PDF), su consiglio.marche.it, QUADERNI DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLE MARCHE, 2017. URL consultato il 29 ottobre 2023.
• mwaauMarina Lo Blundo, Sentinum 2: L'area sacra., Roma, L'Erma di Bretschneider, 2017, ISBN 978-88-9130-985-3.

Voci correlate

• mwaakAger Gallicus
• mwaasOstra antica
• mwaa0Suasa
• mwaa8Sentino
• mwabmVia Flaminia

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Collegamenti esterni

• mwab4Parco archeologico di Sentinum - Sassoferrato Cultura, su sassoferratocultura.it.
• mwacaIl parco archeologico di Sentinum - Archeologia Marche, su archeologiamarche.it. URL consultato il 15 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2018).
• mwaciSentinum - Treccani.it, su treccani.it.
• mwacqSentinum - nel sito www.romanoimpero.com, su romanoimpero.com.
• mwacyApprofondimento su Sentinum, su archeologiametodologie.com. URL consultato il 15 marzo 2007 (archiviato dall'url originale il 20 ottobre 2007).